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Roberto  Curoso Roberto Curoso


Roberto Curoso è nato a Biella Italia il 18 Marzo 1954. Ha studiato al Liceo Artistico Lorenzo Delleani. Ha conseguito un Attestato FCE al British Council del Cairo. La prima Mostra Personale alla Galleria d’Arte La Finestra a Varese I nel 1976. Molto conosciute le sue serigrafie Il Sax Innamorato edite nel 1982. Suoi quadri sono stati scelti per le copertine di CD musicali da Anniverdi per il Festival Autori e Cantautori Città di Biella I, e da Jazz Club Biella I per BJC ONE. Il primo pittore Italiano ad esporre alla Fondazione Culturale di Abu Dhabi UAE la prima mostra nel 1989. Una mostra Celebrativa nel 2000 a Palazzo Ferrero Biella Piazzo I. Bugella Civitas- l’Orso Biella 1971-1978 1) Che dire della mansarda a Pollone? Che tutto è cominciato là ; l’ambiente casa che diventa studio, gli amici i soggetti ed il Maestro Matisse l’idolo. Forti emozioni che si trasformano nel desiderio di testimonianza. Un linguaggio spontaneo che “deve” trovare la sua strada. Esprimere tutto; la realtà, le visioni, il pensiero, le sensazioni, le emozioni, costruire con l’immaginazione un mondo possibile per trasmettere agli altri quello che noi siamo, ciò che noi vediamo. Il talento consiste nell’attitudine di noi stessi a voler rendere gli altri partecipi del nostro sogno. La creatività fa si che i nostri progetti diventino realtà non solo per nostro uso e consumo ma prendano sviluppo in intere comunità. Tutto ciò si chiama arte, pensate voi che io l’avessi capito all’età di sedici anni? Evidentemente, gli altri, mi portarono a convincermi che potesse diventare un lavoro per me(un mestiere) , venne richiesta la mia opinione, ma soprattutto ciò che mi convinse furono l’amore e la fiducia di mio padre che con quattro parole segnò il mio futuro. Lui disse “la pittura è bella”. 2) Cavalierato Mio nonno Nino Curoso fu Cavaliere del Lavoro, un ben introdotto mercante di materie prime tessili provenienti da mezzo mondo, in una Provincia “Biella” che deve la sua fortuna alle lane. Fu anche Presidente di una Associazione di pescatori che aveva in carico fantastici torrenti come il Chiusella, l’Orco, il Lys ed il Soana dove per molti anni ho pescato la trota con mio fratello Massimo. Mio nonno Adolfo Colombo, papà di mia mamma era anche lui Cavaliere del Lavoro, ed aveva il più bel negozio di scarpe nella parte antica della Città che si chiama “Vernato” ; soddisfava le richieste dei clienti con scarpe fatte a mano e su misura da lui stesso. Che tristezza, si suicidò con un salto dal quinto piano dell’appartamento che condivideva con noi, non si capacitava della perdita della sua amata Silvia mancata pochi anni prima. Mio papà Luciano fu Cavaliere della Repubblica, nominato da Sua Eccellenza Luca Biolato, Ambasciatore Italiano negli Emirati Arabi Uniti, per “meriti speciali” dato il Suo contributo in seno alla Comunità Italiana in Abu Dhabi. Anche lui come suo padre era nel mercato del tessile e dichiarava di essere stato il primo in Italia ad importare le fibre sintetiche, dalla Tedesca Bayer, nel 1963. Risulta che nel 1700 i Curoso erano Famiglia Nobile, così mi venne tramandato. Io stesso ho vissuto tra genti che mi hanno dimostrato che l’essere Nobile non necessita di un titolo araldico. Perché l’Arte è propria, solo, di gente che ha la nobiltà nell’animo, povera o ricca che sia. Questo spiega perché un artista si concede a tutti se questo contribuisce a portarlo alle sue mete. Nel 1974 a Pollone sulla porta di un armadio a muro feci un dipinto, e per mesi tutte le sere addormentandomi, guardando quel dipinto sognavo di viaggiare; sognavo l’Africa, la madre di tutte le terre, ed essendo mio padre a Kinshasa costretto ad emigrare dal non amichevole ambiente di lavoro in Italia, lo raggiunsi e col pensiero non feci mai più rimpatrio. Cominciai a studiare l’Arte di vivere ed insieme agli studi sulle culture degli altri popoli, dipinsi le tele “Paesaggi Culturali” . Nel 1977 sperimentai la serigrafia, mi attirava la sua connotazione Pop, e stampai in dieci mesi di lavoro la serie di successo Sax edita da Omar Aprile Ronda per la Dialoghi Club, che fece conoscere la mia firma in tutta Italia. Numerose sono state le mie collaborazioni, precedenti alla mia definitiva partenza da Biella, con gruppi, associazioni culturali ed Enti privati e pubblici, tutti invariabilmente non profit. Ho sempre risposto con adesione alle manifestazioni artistiche promosse dagli Assessorati alla Cultura della mia provincia con l’intento di dialogare con tutti gli artisti locali che si trovano in genere a tali eventi. Sono convinto di aver dato il mio grosso contributo alla crescita culturale del mio Biellese, grazie all’impegno con Anniverdi del giornalista ed amico Giorgio Pezzana, del critico Bruno Pozzato ed in seguito per la divulgazione con Art Cafè di Luigina Furlan. Questo periodo durato più di un trentennio , si colloca contemporaneamente ed alla fine del periodo dei “vecchi” pittori biellesi con i quali ho avuto scambi di opinioni sull’arte della pittura e mi piace ricordare Santi, Del Bono, Castaldi, Mosca, Cori, Cigna, Pozzi, Pozzato, Biancardi. Iniziai i miei studi di Scuola Superiore allo Scientifico ma fu un disastro , fortunatamente per me la Professoressa di disegno Signora Cavallo , notò la mia bravura nel disegno che è il test per antonomasia per capire chi ha predisposizione artistica e mi consigliò di cambiare per il liceo Artistico. Così fu , la mia passione per la divulgazione scientifica è rimasta sempre con me e sono grato a questa passione che mi ha permesso di contare sempre i miei passi e di non divagare troppo nel selvaggio dell’arte. Così nacque il lavoro di gruppo e durante ed appena dopo il liceo iniziarono le prime mostre collettive dove l’insieme delle opere crea l’evento ma ognuno reclama il diritto ad emergere e crea i presupposti per altri eventi, ed altri confronti. Esporre diventa compulsivo , ogni mostra è un racconto snervante a filo continuo che, come i capitoli di un libro porta ad una lettura mano a mano più completa di un testo narrativo che si segue fin dall’inizio. I pennelli sostituiscono la parola, i colori diventano le gioie, le forme i nostri pensieri. 3) Manualità-La Fotografia-La Serigrafia In camera oscura ho sperimentato di tutto. Dalla Pan-F della Ilford ai contatti su carta alla Man Ray, dalle negative bagnate in frigo alle riprese con lampada di Wood. Le pareti della camera , nello studio di via De Fango 11, erano totalmente tapezzate di ricette chimiche ritagliate da riviste e libri del settore , tutte rigorosamente per il bianco-nero. Con Gianfranco e Dando sperimentammo anche le ortografiche di grandi dimensioni e personalmente mi buttai nell’uso di racla e gelatine fotosensibili per la preparazione di telai serigrafici. Ora considerando che la camera oscura non aveva acqua corrente, immaginiamo lo sforzo, ad esempio dopo aver impresso il telaio dovevo uscire di corsa nel giardino dello studio e lavarlo con il tubo della pompa che usavo per bagnare i vasi di fiori. E’ stato un modo non Accademico per capire l’effetto della luce sulla retina dell’occhio umano e sul nostro cervello, concetto già spiegato con la scoperta della rifrazione in “camera obscura” nel 1400. Ancora oggi quando proietto un’immagine sulla tela mi piace averla in negativo, un semplice espediente per giocare con i colori in totale contrapposizione agli Impressionisti Francesi ma con gli stessi risultati ribaltati di luci ed ombre. Come dire mettiamo in analisi la scomposizione del colore. 4) La tela bianca Ovvero lo spazio vuoto da riempire. Può essere trasparente come il vetro od il plexiglass; può essere un muro dipinto di nero con tutto ciò che rappresenta, può essere una rete a trama stretta di corda o nylon, può essere una superficie di metallo anche di lastra d’oro o una proiezione su schermo cinematografico o con il laser su un grattacielo o come nel contemporaneo uno spazio 3D. Sempre uno spazio è. Per convenzione il pittore usa la tela bianca che molti personalizzano con un fondo di diversi colori che da poi toni diversi e carattere al dipinto. Ricordiamo ora il comportamento della luce nel nostro cervello, così come “vediamo” allo stesso modo “dipingiamo” cioè riflettiamo in esterno la nostra personale individuale elaborazione , il nostro pensiero. Più input di dati visivi, più confusione e ordine per l’elaborazione. Il Padre della Gazzella Abu Dhabi 2 Aprile 1978- Dicembre 1999 1) La Famiglia 2) Gli Amici Arabi 3) Gli Italiani 4) The City 5) Bu Tuk 6) Inghilterra-Egitto-la pausa 7) Arte Prefazione Questo racconto si svolge come se fosse tra amici in una serata piena di entusiasmo e nostalgia. Vorrei che ogni capitolo di questa pubblicazione fosse un libro in sé ; non sono uno scrittore e sicuramente i miei giochi con i colori sono più eccitanti, ma sento di dover portare avanti la mia passione per l’opera scritta trasmettendo queste riflessioni che in sintesi racchiudono ventuno anni trascorsi negli Emirati Arabi Uniti. La casa di mio padre ad Abu Dhabi ha testimoniato le vicende più belle e storiche della Comunità Italiana. Sul tetto della casa, al secondo piano stanziava una Famiglia Araba poverissima che condivideva due vani, le taniche dell’acqua e le antenne, con una coppia di gazzelle. Dedicato a Luciano Curoso, ti voglio bene e mi manchi, Roby. 1) La Famiglia Nella primavera del 1978 lasciai Biella in compagnia di Giuliana, che diventerà poi mia moglie, per raggiungere mio papà ad Abu Dhabi. Mia sorella Manuela mi aveva preceduto con Dando, che diventerà suo marito; eravamo tutti di fronte ad un grande progetto che poi in gran parte si realizzerà. Così grazie all’interessamento di Donato che rappresentava la Merzario ottenni un passaggio gratuito su una nave mercantile e dopo uno splendido viaggio durato tredici giorni, il 2 aprile sbarcai a Dubai. Che squisita ospitalità a bordo, festeggiammo la Pasqua alla mensa Ufficiali con un ottimo agnello e fummo onorati dal Comandante, un Tedesco di cui non ricordo il nome e dal sottufficiale Spagnolo che ci fece bere vino direttamente dalla caraffa. Un Tecnico Turco ci fece dimostrazione di come si possa ricavare dalle paratie che alloggiano i container, una piccola piscina. Vidi la Croce del Sud e sognai entrando nel Canale di Suez. Fui assunto da Tony N’Seir un grande artista Libanese che mi concesse di esprimere la mia vena artistica nella Decorazione di Interni. Giuliana fece da Segretaria al Dr Calandriello che apriva l’ufficio I.C.E. sito in un alto palazzo di fronte all’area che poi ospiterà lo Sheraton. Mia sorella sbarcava il lunario con i fratelli Marcelli che si occupavano di afforestazione. Dando lavorava anche lui nella Decorazione di Interni ed era particolarmente affabile nelle relazioni con le maestranze Arabe. Mio papà fu preso in grande stima da Abdul Jalil che conobbe con Vittorio Fariello nel 1975 e rimase per lui un punto di riferimento e contatto fino alla fine del suo operato negli Emirati. Io conobbi Jalil nel 1976 in occasione della mia Mostra Personale a Varese e fu il mio primo cliente Arabo. Incredibile i quadri erano rappresentazioni di nudi e mi commissionò una grande tela , una veduta del Lago di Lugano. In seguito disegnai il Logo per la sua Ditta , la Khalydya International Trading. Ho constatato di persona l’incredibile sforzo di mio papà nel promuovere Ditte Italiane nei più disparati settori di lavoro presso la Khalydya Int’l , in un contesto che posso definire con certezza di famigliarità, amicizia, serietà, professionalità e divertimento. 2) Gli Amici Arabi E’ impossibile descrivere in poche righe il valore e le sensazioni ricavate da una Società multietnica e Globale. Una cosa accomuna tutti gli Arabi; l’ospitalità. Ogni ufficio di Abu Dhabi ad ogni visita, a qualunque ora e ad ogni gerarchia è occasione di thè. Se mi capitava di passare nella stessa giornata da Tayseer al porto, da Raymond alla Sunny Rent a Car, in corniceria da Rajan e Dali o dalla Majlis di HH Shk Nahayyan bin Mubarak i thè e gli gawa o agua masut diventavano benevolmente veramente tanti. Non posso citare tutti , ma alcuni ricordi sono indelebili come quando in occasione di una serata al National Theatre ricevetti un abbraccio più che affettuoso da Abdulla Al Nowais allora Ministro alla Cultura, oppure la bella serata a cena con Daria ed un’amica nella guest-house di HH Falah bin Zayed ; ed ecco l’amico Iracheno che offre caviale all’Omar Al Khayam Hotel, che era situato all’inizio della strada che va al porto; il mio sponsor Mohammed Khalifa che con la sua concubina Filippina ci voleva regolarmente ospiti a cena almeno una volta a settimana. Posso non parlare di Juma Al Khamis Al Otaiba che durante i Mondiali di Calcio di Italia 90 ci portava tutte le sere un take away diverso e magari anche il Kharouf! Ovviamente le gite al mare facevano da cornice al lavoro quotidiano e mitiche erano le raccolte di ostriche con tanto di perlina pattugliando la Corniche in un metro di acqua o fiocinando cernie, saraghi e dentici , quando ancora era tollerato, arrivati in tana grazie alla costruzione dei primi moli, davanti all’area che sarà dell’Hilton. Indimenticabili il tuffo dal Mafraq Bridge e bbq sotto il ponte con i miei colleghi Siriani e Giordani. A casa di jalil ed alla farm-house di Mileha eravamo come una grande Famiglia dove anche sua moglie Hassan ed i figli sedevano a tavola con papà e me. I carissimi Rabieh e Susu sempre disponibili ed amici consapevoli. Hussein, Ganthus, Naeem, Hamed, Ahmed Kharbutly, Beeran, Sherif, Selim, Abdullah, Mohammed Hassan, Hafez, e Saeed Ajina che venne a trovarmi in studio a Biella ed avendo io un grande giardino mi regalò pulcini, anatre, oche e faraone e fui costretto a costruire un pollaio. 3) Gli Italiani Si era poco più che una dozzina all’inizio ed era ovviamente più facile frequentare ed ottenere amicizia tra gli Arabi. La chiesetta era sulla Corniche, con qualche albero intorno, mi rimane impressa nella memoria una giornata invernale grigia e ventosa. Il Vescovo Gremoli ottenne confidenza da mio papà costretto sul letto del mafraq Hospital e fui molto commosso. Dei primi anni mi ricordo di Salvadori, Orlandini, Benini, Branca, Gila, Ducceschi, Consonni. Quando l’Ambasciata Italiana e la Banca Commerciale Italiana aprirono , mi ricordo mi sentii come sollevato e molto solidale. Durante i miei viaggi da e per l’Italia mi resi conto che il mio destino si era compiuto e rimasi il solo a far da Famiglia con papà. La Comunità Italiana cresceva e sotto la tutela dell’Ambasciata nacque il Circolo Italiano e papà ne divenne il Presidente. Con l’intento di organizzare Eventi socialmente utili si raggruppavano così tutti gli Italiani e consociati stranieri e nonostante il numero salisse ben presto a 400 soci ci si sentiva ancora come in una grande famiglia . Il resto è storia. Il mio pensiero va in doveroso omaggio ai Diplomatici che si susseguirono durante la mia permanenza negli Emirati. Eccellenze come Biolato, De Maio, Cordone e Ferrero che fecero grande il nostro Paese negli Emirati, le Avanguardie che gettavano le basi Turi, Gaetano, Cristiano e l’onnipresente Anna. 4) La Città Mi considero estremamente fortunato per aver vissuto così intensamente, una sorta di proto futurismo ed aver partecipato alla crescita di una città che ha ormai raggiunto tali livelli. Posso paragonare Abu Dhabi ai concetti dell’Arte Italiana, quando Boccioni, Balla e Marinetti dipingevano “la città che sale” in un turbinio di colori , musiche e rumori; parole sempre “in avanti” idee eclatanti, progetti mai visti prima. E tu eri lì in Avanguardia e ti veniva richiesto di esprimerti: che enorme soddisfazione pensare al futuro e quanta tristezza nei pensieri mai espressi. 5) Bu Tuk La mia vita artistica cambiava e così il lato pratico delle cose. E’ stato un bene per me isolarmi per due anni dal mio mondo, avevo modo in deserto di fare introspezione, meditare sulle mie mete, all’età di poco più di trenta anni , l’immenso ed il silenzio calarono. Necessità e virtù si unirono, conobbi così un altro mondo. Un grande personaggio che andrebbe rivalutato, il Carlo Benini mi portò a conoscenza degli usi beduini, della sopravvivenza in quell’inferno pericoloso che è il deserto. Il terreno era di Ahmed Bin Hamed capo delle Guardie e Guardia personale del Presidente Zayed. Compariva dal nulla per sopravvedere al procedimento dei lavori in quei luoghi dove era nato e che erano la sua cultura. Piantammo 80.000 alberi su 400 ettari di sabbia e sabkha, le piante di Rak, Samar, Cedar , Ghaf a distanza geometrica di sette metri in orizzontale e sette metri in diagonale. Costruimmo pozzi per l’acqua, come delle grandi piscine a cielo aperto e nuotare in quell’acqua fu un’esperienza per pochi. Recintammo in diversi campi per evitare che il traffico prodotto dal nostro lavoro e gli animali selvatici distruggessero le piantine; pianificammo l’impianto di irrigazione, costruimmo gli alloggiamenti, le latrine, la cucina e la zona magazzino e garage e le torri di riserva acqua e combustibile. Ah sì dimenticavo, ma dico per dire, visto che sarebbe impossibile creare un tale progetto senza di loro. Din, Riaz, Alipo, Sadayaz, Gul Mohammed, il Barba, Dil Nawaz, Pasciai, Nazira, Ualizar e tanti altri; Pakistani di etnia Pathan e lingua Pasto i veri fautori di tutto ciò che è stato fatto negli Emirati con il solo uso delle mani. Il sacrificio non conta, la sofferenza della separazione dalle Famiglie neanche, la forza di volontà è tale che lavorare tutto il periodo di Ramadan sotto il sole di Luglio senza bere un solo goccio di acqua è doveroso. La loro spiritualità nel pregare e l’accettazione del Credo non ha paragoni. Ed un attimo dopo si torna al dovere intrapreso. Ho parlato delle loro donne , argomento discusso dagli anziani e sono arrivato alla conclusione che molto semplicemente non sono fatti nostri. Il giorno che mi sono seduto per terra ed ho mangiato con le mani il cibo che mi porgevano con le loro mani, sono diventato loro amico anzi più precisamente mi hanno adottato ed accettato così come si fa con i bambini. Una nota curiosa: al secondo anno e per diversi mesi al di là delle dune, fuori dalla nostra vista si esercitavano al poligono dei Militari Emirati. Per una ragione di parabola balistica i proiettili finivano a distanza di due o tre chilometri appena sopra le nostre teste e vivevamo la giornata di lavoro accompagnati dal costante sibilo di questi che seppur rallentati dalla distanza ci costringevano a tenere chiusi i finestrini dell’auto e scegliere di volta in volta l’area dove il terreno si affossava per non rischiare di essere colpiti. Ovviamente la segnalazione alle Autorità non sortì alcun effetto. Ed alla fine non ci fu nessun danno ed anzi divenne argomento di risate, strano vero cosa provoca “il nulla” (The Empty Quarter) 6) La pausa Inghilterra-Egitto La mia vita cambiava di nuovo, decisamente provato nella mente e profondamente stanco dall’esperienza in deserto decisi di prendere un pausa da Abu Dhabi. Con i soldi guadagnati mi permisi di vivere per tutto l’87 a Londra l’88 e metà dell’89 al Cairo e mi dedicai full immersion in compagnia di Sandra, nella pittura e nello studio. Visitai con profonda fame di cultura tutti i Musei, Santuari, Moschee e Siti Archeologici possibili immaginabili di Inghilterra ed Egitto, entrai invariabilmente nel pensiero di queste genti così diverse da noi seppur così simili. Mi trovai in grado di seguire Shakespeare a Stratford On Avon in lingua originale o apprezzare le espressioni artistiche culturali delle Madrase del Cairo. Sfogai in pochi anni il mio bisogno di sapere, di conoscenza, fui preso dalla febbre del viaggiatore e ringraziai eternamente Abu Dhabi per avermi concesso questi privilegi che non avrei mai potuto ottenere altrimenti. 7) L’Arte Fu per caso che mi introdussi a pieno diritto nell’ambiente Artistico degli Emirati, ed a posteriori mi autodefinisco come l’Avanguardia Italiana in quel Paese essendo stato il primo Artista Italiano “ufficialmente” presentato dall’Ambasciata. Mio padre stava raccogliendo da un fotografo della Turist area alcune negative e immagini dei miei quadri e fu avvicinato da una gentile quanto curiosa Signora abbigliata da Nativa Emirati. Quella Signora era Khoulud responsabile Artistica alla Cultural Foundation che interessata e coinvolta dall’entusiasmo di mio padre per i miei quadri gli propose di farci vedere alla Fondazione per discutere di una Mostra. Così preparai un portfolio con le immagini che avevo dipinto in Inghilterra ed in Egitto e ci presentammo in Ambasciata da Sua Eccellenza Enrico De Maio Ambasciatore D’Italia negli Emirati che condivise il progetto e patrocinò la prima Mostra alla Fondazione in collaborazione con Mrs Khoulud, Mrs Reem Metwalli, Mr Salah Salah ed il Direttore Mr Hamedan. Con grande onore esposi i miei quadri e tutta la Comunità Italiana partecipò all’inaugurazione e numerosissimi furono gli ospiti stranieri Arabi e non. Fui ammirato dalla visita nei giorni successivi di scolaresche Emirati di ogni età e sesso, ero evidentemente entrato nel programma Artistico dei loro studi e Scuole. Dal 1989 al 1999 ottenni dai miei quadri quotazioni di tutto rispetto in contesto internazionale ed una seconda Mostra alla Fondazione confermò e rinforzò le mie potenzialità. In quegli anni il fuoco dell’Arte si autoalimentava e la Fondazione divenne il nucleo delle Arti e della Cultura negli Emirati. La Città Futurista cresceva in tutti i suoi aspetti compreso quello Artistico a ritmo impressionante e gli Artisti Emirati ottenevano riconoscimenti Internazionali. Elenco Mostre Superstore Bennet Vigliano BI I Dialoghi Club “Il Sax innamorato” 1982 Biella I Majlis Gallery 1994 Dubai UAE Comune di Pettinengo “9 Artisti Biellesi Contemporanei” 1991 BI I Galleria Plastica Contemporanea 1991 Ciudad de Guatemala Galleria La Finestra Varese I 1976 Nel proprio studio Via De Fango Biella I Cultural Foundation 1989 Abu Dhabi UAE Artisti a Palazzo Ferrero 2000 Piazzo Biella I Circolo Biella “Curoso-Freguglia” Anniverdi 1978 BI I Galleria Centro”Belline-Curoso-Cusin-Maron Pot-Masarin” 1972 Biella I Galleria Floriana Cossato BI I Accademia Belle Arti 1975 Kinshasa Zaire Caffè da Re “Curoso-Grego” 2003 Biella I Club Sportiva Sorrento I Circolo Biella personale BI I Galleria “Il Tritone” 1982 Biella I Seminario Vescovile 1983 Biella I Piemonte Artistico Culturale 1983 Torino I Mitras Gallery Abu Dhabi UAE Sala del Comune1983 Trivero BI I Ristorante “Gatto Bianco” 1975 Biella I Britannia Hotel 1984 London UK Ramada Hotel 1984 Dubai UAE Brixton Art Gallery 1987 London UK Nel proprio studio Castello di Valdengo 1990 BI I Galleria Esagono 1991 Biella I Cultural Foundation con Galleria Canci 1994 Abu Dhabi UAE “Andiamo al Piazzo” Palazzo Cisterna 1996 Biella I “Arte e Resistenza” Palazzo della Provincia 1993 Biella I Art Cafè Palazzo della Provincia Biella I Per il Fondo Edo Tempia”Arte e Scienza per la vita” 2002 Biella I Antico Grand Hotel Graglia 2000 BI I Copisteria Via Sebastiano Ferrero 2000 Biella I Caffè Mirò Reggio Emilia Art Cafè Oropa BI I Orto degli Angeli Circolo Culturale 2004 Biella I “Idee in linea” Galleria Bassanese 2001 Biella I Sala delle Cerimonie Ricetto 2003 Candelo BI I Cinzia Zaghi via Vescovado Biella I Parrocchia San Paolo Biella I Casa di Pietro Micca Sagliano Micca BI I Santuario della Brughiera Biella I Palestra Alfa Fitness Biella I Circolo Commerciale Biellese “Curoso-Orrù” 1998 Biella I Vernato Arte Biella I Circolo Culturale “Bell’Italia” Tokyo Japan Libreria Einaudi Biella I Eurovillage Sordevolo BI I Garden Bar Art Cafè 1999 Biella I Circolo Biella “Calciati-Curoso-Maron Pot” 1974 Biella I Circolo Biella Rassegna Giovanile D’Arte 1972 Biella I Premiato concorso C.A.B. Pollone BI I Segnalato Premio Nazionale di Pittura Massino Visconti NO I Estemporanea Camburzano I Estemporanea Piedicavallo I Estemporanea Biella Piazzo I Piccola Biografia-------------------------------------------------------- 1986 Logo Khalidya International Trading Abu Dhabi UAE 2005 BJC One copertina e retro Album 1993 T-shirts Circolo Italiano Abu Dhabi UAE 1999 Festival Autori e Cantautori Città di Biella copertina cd Alternativo Cafè Vaglio BI I Tipografia Arte della Stampa-Art Cafè calendario 2004 Menu Come Prima Restaurant Beach Hotel Abu Dhabi UAE Archivo Storico di Consultazione dell’Arte Moderna e Contemporanea del Museo delle Arti e Gallerie D’Arte Moderna di Palazzo Bandera Busto Arsizio I 1975 Critiche e recensioni----------------------------------------------------- Bruno Pozzato Angelo Mistrangelo Franco Mondello Pier Francesco Gasparetto Italo Franzoi Laura Tansini Luigi Soru N’Zita Mabiala Mohammed Al Harbi Sana Bagersh Shahira Ahmed Luisa Gèrard Su Giornali e Riviste---------------------------------------------- Eco di Biella Il Biellese La Prealpina Elima-Special Dimanche Baita Quaderni di Dialoghi Club La Stampa Stampa Sera Al Bayan Al Khaleej Casa Gioia Gulf News The Khaleej Times Al Ittihad Rivista Italiana Montreal Canada Intervista in----------------------------------------------- TV secondo canale in arabo 1989 Abu Dhabi UAE Progetti di Arte Applicata Illustrazione libro di poesie Stampe di dipinti su t-shirts Copertine cd musicali Pittura su mobili vari da arredo Intervista e carrellata in tv Decorazioni su muri in interno di alloggi Restauro Cappella Votiva Pittura su cornici Cassetta musicale con commento critico Video-cassette con filmati documentativi CD-rom con foto documentative Servizi Internet con commenti Pubblicità vignette Garosci Pittura su plexiglass Sabbiatura e coloritura su vetro Alcuni quadri sono ospitati in permanenza presso------------------------------------ L’Accademia di Belle Arti di Kinshasa Zaire Cultural Foundation Abu Dhabi UAE Centro Culturale Bell’Italia Tokyo Japan Ambasciata D’Italia Abu Dhabi UAE Comune di Candelo BI I Assessorato alla Cultura Città di Biella I Chiesa di San Paolo Biella I Curriculum---------------------------------------------- Liceo Artistico Lorenzo Delleani Biella I 1974 FCE exham English Language British Council and American University Cairo Egypt 1985/1986 Afforestazione progetto in deserto UAE Al Khatam area 400 ettari piantati 80.000 alberi Incisione e Stampa in Acquaforte e Serigrafia 1987 Musei di Londra studi dal vero 1988/1989 Musei del Cairo studi dal vero

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